Si è svolta il 10 aprile 2026, presso il Museo delle Navi di Fiumicino, la presentazione ufficiale del progetto S.T.Ar.T. – Soluzioni Tecnologiche per l’Archeologia e il Territorio, promosso dal Parco Archeologico di Ostia Antica. Un evento che ha segnato il passaggio dalla fase progettuale alla restituzione pubblica di un lavoro che mette insieme ricerca, tecnologia e tutela del patrimonio, aprendo nuove prospettive per la gestione e la valorizzazione dei siti archeologici.
Un progetto tra istituzioni, ricerca e innovazione
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali di rappresentanti del Ministero della Cultura, del Parco Archeologico di Ostia Antica, della Regione Lazio e degli enti coinvolti nel progetto, sottolineando il valore strategico dell’iniziativa.
A seguire, la presentazione ha raccontato nel dettaglio le diverse anime del progetto, dalle attività di rilievo alle indagini geologiche e diagnostiche, fino allo sviluppo del sistema informativo e dei contenuti multimediali. Tra gli interventi tecnici è stato illustrato anche il contributo di Novigos Tecno, con un focus dedicato al BIM applicato al patrimonio storico.
Il contributo di Novigos Tecno: il BIM del Ninfeo degli Eroti
Per Novigos Tecno è intervenuto l’ing. Andrea Larocca, che ha presentato il lavoro sviluppato sul Ninfeo degli Eroti, caso studio centrale del progetto. L’attività ha riguardato la costruzione del modello BIM del sito archeologico a partire da rilievi avanzati, con l’obiettivo di creare una base informativa digitale capace di supportare analisi, monitoraggio e gestione nel tempo.
Questo approccio si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione del patrimonio, in cui il BIM diventa uno strumento operativo per comprendere, conservare e valorizzare beni complessi come quelli archeologici.
Un modello replicabile per il futuro
Il progetto S.T.Ar.T. rappresenta un esempio concreto di integrazione tra tecnologie digitali e beni culturali, in cui strumenti come BIM, realtà virtuale e sistemi informativi diventano parte attiva dei processi di tutela e valorizzazione. L’esperienza maturata sul Ninfeo degli Eroti pone le basi per una possibile estensione del modello ad altri contesti, contribuendo a definire un approccio replicabile per la digitalizzazione del patrimonio archeologico.
Un passo in avanti che non riguarda solo la tecnologia, ma il modo stesso di osservare e gestire il passato, con strumenti sempre più precisi, accessibili e interconnessi.





